Ananda Insubria

Posted in Comunità intenzionali ed ecovillaggi

Seeing not with experience but out of emptiness, is the awareness wherein no agitation is possible as there is the absolute absence of choice or classification into pleasant and unpleasant.
This is meditation!

Vedere non con gli occhi dell’esperienza ma sulla base di un acquisito vuoto mentale. E’ pura consapevolezza in cui nessuna agitazione può avere luogo, perché è assolutamente assente la scelta o classificazione tra piacevole e spiacevole. Questa è meditazione!

[Brano ripreso dal santuario di Lahiri Mahasaya -maestro di Sri Yukteswar, maestro di Paramahansa Yogananda- a Benares]

Ho conosciuto Triveni Lucchetti, presidente dell’associazione Ananda Insubria, nel corso di una fugace visita ad Ananda Assisi, in luglio. Nel bel refettorio di Ananda, immersi nel rumore familiare dei mestieri domestici post-prandiali, le ho fatto alcune domande su una nuova esperienza comunitaria — basata sul vivere semplice e pensare elevato — cui l’associazione sta dando molta energia. Credo ne sia venuta fuori una bella conversazione, nella misura in cui sono stati tracciati lineamenti interessanti per le comunità di domani: prospere ed organizzate per dar lavoro ai propri membri, soprattutto attraverso business etici.

Allora Triveni, vuoi spendere due parole di autopresentazione?

Certamente: Triveni è il nome spirituale che mi ha dato Swami Kriyananda 3 anni fa. Frequento Ananda  Assisi da circa 15 anni. Sono venuta la prima volta nel ’94 e poi sono sempre venuta, costantemente. Avevo letto Autobiografia di uno yogi ed Ananda è diventata un buono strumento di evoluzione ed un buon punto di riferimento per diversi insegnamenti, soprattutto il Kriya-yoga. Ho preso l’iniziazione al Kriya-yoga da Kriyananda e poi ho sposato la causa delle comunità. Dunque, al di la’ del percorso spirituale, al di là del Kriya-yoga che comunque è lo strumento principe con il quale ho intenzione di arrivare alla realizzazione del sè come discepola di Yogananda e di tutta la linea dei maestri di questa tradizione, ho sposato la causa delle comunità perchè già da bambina sognavo i villaggi e di vivere insieme agli amici. Io abitavo a Lugano fino a due anni fa, ho creato lì un gruppo di meditazione e poi, essendo la città geograficamente vicina a Bellinzona e Locarno, oltre a Como, Milano, Varese, si è creata, circa 4 anni fa, una bella energia di avvicinamento dei gruppi di meditazione presenti sul territorio, in seguito alla quale ho pensato di creare l’Associazione Ananda Insubria. La nostra è difatti la regio insubrica dei romani, zona di laghi con un microclima molto particolare. Attualmente ci sono una settantina di associati e l’obiettivo dell’associazione è sostenere la nascita di un’altra comunità Ananda in grado anche di supportare la comunità storica. L’idea era di creare dei business etici che potessero andare a sostenere economicamente la comunità nascente, dando lavoro ai membri oltre a dare un messaggio che oggi è, direi, più che necessario. C’è difatti questo pregiudizio per cui se si è etici per forza non bisogna avere successo ed essere dei poveracci. Kriyananda ha dunque scritto un corso per corrispondenza: Il successo materiale attraverso i principi dello yoga in cui si addentra negli insegnamenti dello yoga per farli compenetrare con le dinamiche lavorative e del business. Sostiene che il vero successo (eticamente sostenibile) è un successo espansivo e non e’ per pochi. Si ha nel momento in cui si crea prosperità per un’azienda ma anche per chi ci lavora; in una parola: tutti debbono prosperare! Swami ha dato dunque molta enfasi al fatto di creare business. Noi abbiamo dunque creato, al nord, la cooperativa AnandaEcoEnergy a scopo mutualistico. Tutti i soci sono discepoli di Yogananda, siamo tutti sincronizzati sullo stesso sentiero spirituale e scopo della cooperativa è sviluppare il discorso delle energie alternative, in particolare pannelli fotovoltaici. Il nostro fornitore e’ Stefano Leoperdi e la sua azienda –Renergies Italia- e’ un’azienda leader, nel nostro paese, nella produzione di “pannelli etici”.  Dunque c’e’ un aspetto di messaggio di salvaguardia del pianeta ma il messaggio piu’ importante e’ quello di creare un business etico in virtù del quale principi come cooperazione, solidarietà, rispetto dell’altro, il far risaltare le qualità, le risorse del team invece che creare competizione all’interno dello stesso siano un grande presupposto di successo. A questo va unito un lavoro per far sì che il rapporto con la clientela diventi uno scambio di stato di coscienza ed il cliente si accorga che c’e’ qualcosa di più, nel momento in cui subito si imposta un rapporto di grande stima e di grande rispetto. Abbiamo già dei riscontri in questo senso, dato che diversi clienti chiamano anche dopo pur non avendo bisogno di niente. Questo ci interessa: trasmettere, attraverso una bella modalità di lavoro, una coscienza più alta. In più: fare l’esperienza di condividere oltre agli aspetti spirituali, l’aspetto del lavoro come servizio all’altro e come strumento di crescita personale, valorizzando al posto della logica della competizione quella dell’apprezzamento, del riconoscimento, vedendosi come “un’unità” che lavora in una direzione comune.

Da un punto di vista comunitario come vi state organizzando?
Da un punto di vista comunitario l’idea che vorremmo realizzare, al nord, e’ di una comunita’ che possa autosostenersi grazie ad un business. Dunque le persone dovrebbero poter lavorare all’interno della cooperativa così come ce ne saranno altre che andranno a lavorare fuori pur vivendo all’interno della comunità. Vorremmo creare un sistema misto, diversamente da Ananda Assisi che è più un ashram per cui le persone offrono insegnamenti, vivono all’interno come in una famiglia. Noi per ora abbiamo preso una grande villa in affitto, ci andremo a vivere in 4 o 5 ad ottobre [considerato che l’intervista è stata realizzata a luglio, l’esperimento è già in atto] e diventerà un centro spirituale. Il week end daremo l’opportunita’ a tutto il resto di Ananda Insubria di frequentarlo come primo passo nella direzione di una comunità allargato e cercando di diventare un altro punto di luce in piu’, creando anche al nord l’opportunità di vedere un altro modello possibile di vita, più comunitario, basato su valori diversi da quelli ordinariamente proposti.

Come vi regolate da un punto di vista decisionale?
A livello decisionale…Swami parla di Dharmocrazia. Se vuoi sapere di piu’ al riguardo ti consiglio di leggere Un luogo chiamato Ananda, un capitolo in particolare (si intitola “i primi tempi”) dove lui spiega come ha iniziato. Yogananda diceva: le regole uccidono lo spirito! Troppe regole non fanno bene all’anima dunque Swami adotta più il creativo buon senso e non un principio di democrazia ma di Dharmocrazia, chiedendosi non tanto quel che vuole la maggioranza ma quello che è giusto per il bene di tutti (dharma, qui, come “giusta azione”). In virtù di questo esiste, in ogni comunità Ananda, una guida spirituale che cerca di capire cosa è giusto ed estende questa decisione ad un gruppo di membri che conoscono la vita comunitaria ed hanno più esperienza ed anzianità. In genere, quando Swami Kriyananda fonda una nuova comunità, è lui a scegliere delle persone che facciano poi da spartiacque: Per ora sono io a smuovere le acque ad Ananda Insubria, mio marito è presidente della cooperativa per cui ci siamo assunti noi la responsabilità, l’entusiasmo e l’energia di guidare…ovviamente con tutto il sostegno delle guide di Ananda Assisi, con la benedizione di Swami che ha convalidato questa iniziativa. La mia guida è lui per quanto, poi, ogni comunità Ananda sia autogestita, pur in presenza di linee-guida comuni.
Al momento siamo circa 5-6 persone che hanno fatto una scelta di condivisione residenziale ed altre 60-65 gravitano attorno con l’obiettivo di aggregarsi, magari in altri stabili. L’obiettivo finale sarebbe quello di acquistare un luogo in cui creare la comunità allargata.

Vi faccio i miei migliori auguri, di pace e prosperità

Grazie, altrettanto!

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