Campanara

Posted in Comunità intenzionali ed ecovillaggi

La storia dell’ecovillaggio di Camapanara è piuttosto articolata. Di seguito propongo quanto ho scritto a seguito di un sopralluogo, nel 2005, aggiornato a seguito di alcuni contatti con un residente. Riporto anche un video, realizzato nel 2009, che raccontala fase più “antagonista” di questa realtà comunitaria. Di recente, tuttavia, è nata l’Associazione Campanara Ecovillage che propone attività e corsi di vario genere, per conoscere meglio la quale consiglio di visitarne il sito internet

La valle di Campanara è piuttosto appartata, in una sorta di “terra di mezzo” tra Toscana ed Emilia, vicino a Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze. Prende il nome da una chiesa seicentesca che si staglia ieratica al suo centro.
È uno di quei posti che vennero progressivamente abbandonati all’indomani della seconda guerra mondiale o a seguito dell’incremento del PIL nazionale sull’onda del miracolo economico.
L’ultima famiglia di mezzadri se la lascia alle spalle negli anni ’60 ed i bei casolari in pietra grigia non possono eludere la rapida usura del tempo.
Nel 1984 un gruppo di 8 persone, di ritorno da un viaggio in India, ottiene il permesso per insediarsi nella canonica annessa alla chiesa.
Questa, sconsacrata, viene affrescata con immagini di s.Francesco, Buddha e figure del paganesimo celtico.
In poco tempo, la valle attrae altre persone (qualcuno le definisce presto “squatters rurali”), desiderose di un posto tranquillo dove riuscire a vivere, in semplicità, coltivando la terra ed allevando qualche animale.
Gli stabili non mancano e sono in condizioni discrete ma quasi tutto il territorio ― ad eccezione della canonica e di qualche altro casolare che vengono nel tempo acquistati — è di proprietà demaniale.
Ciononostante, la presenza ― italiana e mitteleuropea — incrementa e dopo una quindicina d’anni si sostanzia di circa quaranta persone.
Nascono diverse piccole comuni indipendenti, in rapporto di mutuo appoggio e si utilizzano pannelli solari per produrre un minimo di energia elettrica.
Si riescono faticosamente ad ottenere periodici contratti d’affitto, concessioni annuali e si ricorre alle occupazioni.
Da alcuni anni, tuttavia, la regione Toscana ha messo in vendita gli immobili di cui è proprietaria ed oggi, nel territorio attorno alla chiesa sincretica e paganeggiante, non sono rimaste neanche venti persone, circa la metà delle quali a rischio di sfratto.
A difesa della gente di Campanara si è attivata l’associazione Nascere Liberi che conta, tra i suoi soci, molti degli attuali residenti nella valle.
Obiettivo dell’associazione è persuadere la Comunità Montana ad affidarle casolari e terreni, con l’impegno di utilizzarli per progetti di natura ecologica e solidale (coinvolgendo, ad esempio, cooperative sociali di assistenza ai disabili).
Al momento la situazione è precaria e la vita comunitaria ridotta all’osso.
Le venti persone sono distribuite in piccoli nuclei (anche solo di una o due persone ) in diversi casolari sparsi nel territorio.
È una situazione di grande frammentazione che diventerebbe con ogni probabilità irreversibile se i casolari abbandonati e quelli occupati venissero venduti a ricchi privati.
L’ipotesi di creare un ecovillaggio a Campanara, dunque, malgrado i presupposti ecologici non manchino (il posto è davvero bello ed incontaminato), è di là da venire e non può prescindere, data la situazione, da un equilibrato dialogo con le istituzioni.
Dialogo che si è drammaticamente interrotto nella prima metà di Giugno, quando è stato sgomberato Il Casone, uno dei casolari occupati della valle. Sembrava si dovesse temere il peggio ma la situazione è presto rientrata. Il dialogo è ripreso per quanto vada avanti con grande fatica. Possiamo dunque dire che Campanara sia la nostra “Piccola Christiania”, una realtà problematica che ha bisogno del sostegno di tutto il movimento per quanto io ritenga, francamente, che il tempo delle occupazioni sia finito e, in generale, gli aspiranti comunitari debbano utilizzare altri mezzi (non foss’altro per eludere il rischio di una fisiologica precarietà salvo il caso di posti che non interessano davvero a nessuno o altri casi eccezionali) per crearsi un’alternativa esistenziale.
Questo detto, in virtù della bellezza e delle potenzialità del posto e della consapevolezza che una frangia del movimento non può non essere “agitata” (ed è bello che sia così, pur essendo, a mio parere, a rischio di anacronismo) continuerò ad essere solidale con Campanara (come, del resto, con Christiania), tentando di sensibilizzare coloro che mi leggono a fare altrettanto!

Oggi, tuttavia, sembra proprio che la fase conflittuale si sia sostanzialmente esaurito, lasciando spazio ad un interessante esperimento di imprenditorialità ecologica.

Via Campanara, 1
50035 – Palazzuolo sul Senio (FI)
Telefoni:
Giulia – 334.3631537
Silvia – 335.7104642
Sita – 333.8709964
Sito Internet http://www.campanaraeco-village.it/