Cooperativa Agricola Mogliazze

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La Cooperativa agricola Mogliazze è una di quelle realtà comunitarie che si è venuta delineando nell’ambito di un progetto di recupero di un antico borgo, in questo caso di bassa montagna.

Il posto (una decina di case in pietra) è stato abitato fino alla seconda guerra mondiale da circa 50 persone.

In generale possiamo dire che l’immediato dopoguerra sia stato un momento di cesura particolarmente importante; il periodo della ricostruzione post-bellica ha rappresentato difatti l’occasione, per molte persone periferiche in campagna o in montagna, di migrare in posti più popolati che offrissero maggiori opportunità.

Sono stati dunque molti i borghi che, al pari di Mogliazze o dei già citati Torri Superiore e Bordo, caddero in uno stato di progressivo abbandono, fin quando i nodi della società post-industriale hanno indotto alcuni “pionieri” a viverli come rifugi ed alternative alla crescente alienazione del mondo e primi embrioni di una società utopica.

Piero Mozzi è stato uno di questi pionieri; inizia a frequentare il borgo di Mogliazze intorno alla metà degli anni ’70, come un “ritiro” per preparare gli esami di medicina.

Nel 1978 vi fonda, con la moglie Velia, una cooperativa agricola, pur avendo a disposizione una superficie minima di terra in concessione da una vecchia proprietaria, residente nella vicina Bobbio.

La coppia si trasferisce a vivere in pianta stabile nel borgo e, frammento di casa per frammento di terra, riesce ad acquistarlo tutto.

Inizialmente vive in condizioni particolarmente frugali, potendosi appena permettere la semplice sussistenza.

«Avevamo la luce elettrica perché c’era già», mi ha detto Velia nel corso di un’intervista, «il telefono è arrivato una decina di anni dopo, non c’era l’acqua, c’era solo la fontana. Abbiamo fatto noi l’acquedotto ed abbiamo anche fatto i servizi centralizzati».

Al tempo della mia unica visita, nel 2003, le loro condizioni di vita erano senz’altro più agiate e tuttavia, in accordo con altri che hanno aderito al progetto, non amavano concedersi troppe comodità.

L’acqua calda ancora non c’era (oggi utilizzano uno scaldabagno a legna e, per gli utilizzi minori, la scaldano sulla stufa), nemmeno la televisione (che continuano a non avere) e non si usavano detersivi, mentre negli ultimi tempi hanno optato per i detersivi ecologici.

È invece rimasta inalterata la loro abitudina a lavare i piatti con la cenere ed i panni con il sapone di Marsiglia.

Possiamo dunque dire che a Mogliazze si viaggi lungo le coordinate dell’ecologia profonda, per cui una sobrietà del vivere ed una “sana frugalità” vengono considerati valori al contempo umani, politici e spirituali.

A Mogliazze vivono attualmente 5 persone, assunte dalla cooperativa come braccianti agricoli avventizi. A queste si aggiungono woofers che si trattengono anche per periodi consistenti.

Lo stipendio è uguale per tutti: 300 euro al mese e tutte le spese a carico della cooperativa (ad eccezione delle telefonate private).

A Mogliazze si coltivano e si trasformano frutta ed erbe medicinali (estratti fitoterapici e oleoliti), si produce miele, si allevano pecore e si fa un po’ di agriturismo. La Cooperativa vende i prodotti in numerosi mercati dei dintorni e negozi d’Italia e il fondatore ha all’attivo diversi libri sull’alimentazione e dvd tratti dalle sue trasmissioni televisive.

Piero, che tra le mura allora cadenti di Mogliazze è riuscito a portare a termine i suoi studi, fa “il medico secondo natura”. Cura soprattutto con l’alimentazione, prescrivendo diete abbinate al gruppo sanguigno.

Lo spazio vitale è garantito dal fatto che ciascuno ha la propria camera, mentre i bagni e la cucina sono vissuti in comune.

In tarda primavera ed in estate si tengono a Mogliazze corsi di medicina naturale e cucina curativa nei fine settimana.

 

Soc. Coop. Mogliazze arl
Località Mogliazze 1, 29022 Bobbio (PC)
Tel: 0523 936633
Fax: 0523 936633
e-mail: info@mogliazze.it
Sito Internet www.mogliazze.it