Fattoria Macinarsi

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Digital CameraSembra di stare davvero, a Macinarsi, nella vecchia fattoria della canzone (manca solo zio Tobia). Il proprietario, Antonio, è un ragazzo originario di Milano che da circa quattordici anni si è trasferito in una nicchia di campagna emiliana, vivendo con gli introiti dell’attività agricola. Ha un piccolo allevamento di bovini, equini, ovini e caprini, coltiva, con modalità biologiche, cereali e foraggio e, per consumo domestico-comunitario, può contare su ortaggi, carne e uova di animali da cortile ed i prodotti apistici di dodici alveari. Faccio un primo sopralluogo a Macinarsi nel settembre del 2003 ed ha come esito un articolo su AAM Terra Nuova: Guarire in campagna. Nella fattoria è infatti attivo un progetto-pilota, in convenzione con la ASL parmense, di accoglienza di persone con disagi psicologici. La metodologia è semplice e poco strutturata: coinvolgerle nella vita lavorativa della campagna e stimolarle a concorrere a creare, in fattoria, un caldo habitat comunitario. Al momento sono due le persone “in trattamento antipsichiatrico” ed hanno tra i 40 ed i 50 anni. I risultati ottenuti da Antonio da qualche anno a questa parte ― stando a quanto dicono i medici che seguono, “sullo sfondo”, il progetto — sono davvero sorprendenti. La proprietà della fattoria si estende su circa 72 ettari e conta 4 strutture abitative, costruite in “sasso locale”, di cui una sola è attualmente abitata. Le altre sono in via di ristrutturazione per futuri ed ambiziosi progetti. Al momento vivono stabilmente a Macinarsi quattro adulti ma ci sono spesso persone non residenti che si fermano per periodi variabili. Un obiettivo di Antonio e della sua compagna è quello di allargare l’attuale nucleo comunitario. I requisiti richiesti agli eventuali aspiranti neo-comunitari sono un minimo di esperienza di vita comunitaria in campagna e la disponibilità a vivere un periodo di prova di almeno un anno e mezzo. C’è anche il desiderio di integrare nuove attività nella vita della fattoria e incrementare l’accoglienza psichiatrica e di persone che possano vivere, a Macinarsi, un’alternativa alla detenzione. Un obiettivo portante del posto infatti è promuovere un’esperienza di vita in comune tra persone più o meno sane ed integrate ed altre che vivono forme disparate di emarginazione. L’impostazione della fattoria-comunità è piuttosto essenziale; Antonio ha uno spirito che definirei di “francescanesimo libertario”. In cucina campeggia, sul ripiano di una credenza in legno tappezzata di foto e manifestini, la guida-mattone al “consumo critico” ed è una delle regole cui dovrebbero cercare di attenersi anche gli ospiti quella di “consumare criticamente”, accanto ad una certa parsimonia nel consumo dell’acqua e un po’ di tutto il resto. Le condizioni che si offrono per essere ospiti in fattoria sono lo scambio lavoro o altre che vengono stabilite caso per caso. I lavori spaziano dall’accudimento degli animali, alla cura dell’orto e del frutteto, dalle recinzioni, alla cura della case ed alle eventuali ristrutturazioni. I diretti vantaggi della vita in fattoria sono naturalmente le uova fresche e la carne sicura e, nei mesi estivi, i prodotti dell’orto. La cantina di Macinarsi è inoltre piena di conserve, miele, succhi e marmellate, cipolle, barbabietole ed altro ancora. Il vitto è, dunque, soddisfacente ed anche la qualità dei rapporti umani. Il riscaldamento è integralmente a legna e, per il progetto di autosufficienza energetica, la fattoria dispone di solare termico e fotovoltaico. A Macinarsi né la dimensione economica né quella organizzativa sono formalizzate. Ciascun membro della fattoria ha una propria economia individuale mentre le spese comuni escono dal reddito della fattoria. Da un punto di vista organizzativo ci si accorda sulla distribuzione degli incarichi in maniera del tutto naturale ed il problema di come gestire la vita quotidiana della fattoria sembra non porsi proprio. Macinarsi aderisce al Consorzio Allevatori Biologici Val Taro e Val Ceno (www.biocarnevaltaro.it) ed al gruppo di acquisto solidale GasTaro che coinvolge una trentina di famiglie di consumatori e produttori. Stando agli ultimi aggiornamenti che mi ha dato Antonio (nel Dicembre 2014), il progetto di autosufficienza alimentare è anche in progress: sono aumentati gli orti e c’è un nuovo frutteto, anche se giovane, in produzione. L’azienda è oggi anche membro del Distretto di Economia Solidale del territorio parmense.

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La Fattoria Macinarsi

 
 
Fattoria Macinarsi
Localita’ S.Martino 6, 43043 Borgo Val di Taro (PR)
Tel. 0525.99648
E-mail fattoriamacinarsi@hotmail.com
fattoriamacinarsi@gmail.com