Jalsa Salana Italia 2018

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La Comunità Islamica Ahmadiyya è una realtà emergente in Italia dove, contrariamente a diversi altri paesi europei (primi fra tutti la Germania e la Gran Bretagna), conta ancora un numero relativamente basso di membri (meno di mille).

Nell’ultimo anno, tuttavia, sta dando prova di una buona vitalità. È ad esempio uscita, da qualche mese, la seconda edizione – corretta ed aggiornata – del libro La crisi mondiale e la via della pace, (traduzione dell’originale versione inglese World crisis and the pathway to peace). Il testo è composto con diversi discorsi tenuti da Mirza Masroor Ahmad (che ne è il leader mondiale) presso diverse, prestigiose istituzioni internazionali: da Capitol Hill (Washington D.C.) al Parlamento inglese, dal Parlamento europeo a quello neozelandese, per fare solo alcuni esempi e presenta anche una raccolta di lettere rivolte ad importanti leader politici e religiosi, da Vladimir Putin a Papa Benedetto XVI, dal Primo Ministro israeliano a quello iraniano, eccetera.

Alla pubblicazione del libro sta seguendo un ricco calendario di presentazioni in giro per l’Italia.

Il 6 marzo scorso, inoltre, il Centro Studi sulla Libertà di Religione Credo e Coscienza (LIREC) ha organizzato un buon incontro (da cui è stato ricavato anche un video) sulla Comunità Ahmadiyya nel corso del Congresso Internazionale della European Academy of Religion (Bologna, 5-8 Marzo 2018; panel n. 63; http://www.viverealtrimenti.com/la-comunita-ahmadiyya-vista-da-vicino/) .

Il 17 marzo, il centro direzionale della Comunità Ahmadiyya ha organizzato, a Londra, il quindicesimo simposio annuale della pace. L’evento ha visto la partecipazione di oltre 550 ospiti non-Ahmadi. Tra questi: ministri del governo, ambasciatori di stato, membri di entrambe le Camere del Parlamento e diversi altri dignitari e ospiti.

Il discorso principale del simposio – tenuto da Mirza Masroor Ahmad ed in cui non mancano riferimenti interessanti a cruciali testi e ad articoli di grandi testate internazionali – è stato tradotto in italiano ed è ora disponibile sul sito italiano della Comunità (Alislam.it) oltre che su alcuni social.

Nuovi titoli in italiano della casa editrice Ahmadiyya sono prossimi alla pubblicazione, tra cui Gesù in India, traduzione di Jesus in India; un testo non poco controverso, realizzato dopo anni di studi e ricerche dal fondatore stesso della Comunità Ahmadiyya: Mirza Ghulam Ahmad (vede la luce, in lingua urdu, nel 1908 e viene poi tradotto, in inglese, nel 1944).

In molti siamo convinti che la Comunità Ahmadiyya possa essere una realtà islamica con cui intraprendere un cammino di dialogo, in una dimensione – quella occidentale contemporanea – oramai, drammaticamente, “orfana di sacro”! In Italia, per fare solo un esempio, un buon dialogo interreligioso ha luogo, da anni, tra membri della comunità (coinvolti anche nell’organizzazione Religions for Peace) e diversi movimenti e organizzazioni di diverso orientamento religioso e non manca un gruppo del Parlamento europeo di “Amici della Comunità Islamica Ahmadiyya”.

È dunque importante anche quello che succederà a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna, tra l’11 ed il 13 maggio di quest’anno: il Jalsa Salana Italia 2018, ovvero l’incontro annuale, nel nostro paese, dei membri della comunità. L’evento è aperto anche ad ospiti esterni che, tuttavia, devono prima registrarsi scrivendo una mail a contatti@alislam.it per ricevere un invito formale.

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratti; lo chiediamo all’Imam Ataul Wasih Tariq che si è reso disponibile per una breve intervista.

 

  • Caro Tariq, siamo alla vigilia del Jalsa Salana Italia 2018. Potresti cortesemente spiegare a chi ci legge cosa sia esattamente questo evento, a partire dal significato stesso dell’espressione?

Come già accennavi tu, il Jalsa Salana è il convegno annuale dell’Ahmadiyya Muslim Jama’at (Comunità Islamica Ahmadiyya). La parola“Jalsa”, in urdu, significa “convegno” e “Salana” significa “annuale”.

Il Jalsa Salana è un incontro spirituale per i membri della nostra comunità, con la finalità di migliorare le loro conoscenze religiose e la loro fede. Allo stesso tempo è un’occasione, per la Comunità Ahmadiyya, per farsi conoscere da vicino e per questa ragione lo stesso incontro è aperto anche ad esterni. Il primo Jalsa Salana ha avuto luogo a Qadian (in Punjab – India –, città santa degli Ahmadiyya o Ahmadi) nel 1891 e, spiegandone gli obiettivi , il nostro fondatore Mirza Ghulam Ahmad (pace sia su di lui) scrive:

«The primary purpose of this Convention is to enable every sincere individual to personally experience religious benefits; They may enhance their knowledge and –due to their being blessed and enabled by Allah, The Exalted- their perception [ of Allah ] may progress. Among its secondary benefits is that this congregational meeting together will promote mutual introduction among all brothers, and it will strengthen the fraternal ties within this Community»
(Ishtihar 7 Dec. 1892, Majmoo`ah Ishtiharat Vol. I, Page 340).

«Obiettivo principale di questo incontro è dare l’opportunità, a chi sia sinceramente motivato, di vivere una profonda esperienza religiosa. I partecipanti possono dunque migliorare la loro conoscenza e, con la benedizione di Allah L’Eccelso, la loro stessa percezione del Divino. In secondo luogo, questo momento di aggregazione promuove la conoscenza reciproca dei fratelli, rinforzando gli stessi legami fraterni nell’ambito della Comunità».

 

  • Sappiamo che dopo li primo Jalsa Salana, organizzato a Qadian nel 1891, molti altri hanno seguito,con regolarità ed in tante nazioni del mondo, conoscendo un crescente successo. Io stesso ho partecipato a diversi Jalsa Salana e ho poi scoperto che del grande incontro organizzato in Gran Bretagna, a fine luglio 2017, si è occupato anche il settimanale inglese, di indiscusso prestigio, The Economist. Puoi cortesemente farci una breve storia dei Jalsa Salana in Italia? Quando è stato tenuto il primo? È successo qualcosa di particolarmente importante in qualcuno di essi che merita di essere riportato?

Quest’anno siamo arrivati al dodicesimo Jalsa Salana. Il primo Jalsa Salana è stato organizzato a Ravenna, nel 2006. Siamo  onorati di poter dire che, dal primo anno ad oggi, il nostro Califfo ci ha sempre inviato un suo rappresentante per partecipare alla nostra Jalsa. Così ogni anno è cresciuto sia il numero dei partecipanti che il numero dei volontari e la qualità dell’organizzazione dell’evento. Ma il parametro più importante con cui misuriamo la qualità dei nostri Jalsa è il livello di spiritualità e fratellanza che vi sperimentiamo. Così ringraziamo Dio che, nel corso di ogni Jalsa Salana, ci ha dato la capacità di ricaricarci, spiritualmente, per l’intero anno. Anche  molti dei nostri ospiti non-ahmadi hanno avuto modo di sentire l’atmosfera spirituale e un legame molto forte con il divino, in particolare durante i momenti della preghiera. È difatti capitato che alcuni si siano anche convertiti, durante il Jalsa, all’Ahmadiyyat (abbiano, cioè, fatto richiesta di diventare membri della nostra comunità o, per usare il termine originario urdu, della nostra Jama’at). Una grande motivazione è la preghiera del nostro fondatore per chi viene alla Jalsa:

 

«I conclude with the prayer that everyone who travels for [attending] this Convention that is for the sake of Allah: May Allah, the Exalted, be with him, reward him in abundant measure, have mercy on him, ease up for him his circumstances of hardship and anxiety and eliminate his anguish and grief. May He grant him freedom from every single hardship and lay open for him the ways of [achieving] his cherished goals, and raise him up, on the day of Judgment, among those of His servants who are the recipients of His blessings and Mercy. May He be their Guardian in their absence until after their journey comes to an end. O Allah! O Sublime One and Bestower of bounties, the Ever Merciful and One Who Resolves all problems, do grant all these prayers, and grant us Victory over our opponents with scintillating signs, because You alone have all the prowess and power. Aameen! Aameen!!»
(Ishtihar 7 Dec. 1892, Majmoo`ah Ishtiharat Vol. I, Page 342)

 

«Concludo con la preghiera che chiunque viaggi per partecipare a questo incontro, lo faccia per amore di Allah: Possa Allah, l’Eccelso, accompagnarlo nel viaggio, ricompensarlo abbondantemente, avere pietà di lui, alleviare i suoi disagi e le sue ansie ed eliminare da lui angoscia e dolore. Possa Egli concedergli la libertà da ogni singola avversità e aprirgli le vie per [raggiungere] i suoi amati obiettivi e innalzarlo, nel giorno del Giudizio, nelle file dei Suoi servitori destinati alle Sue benedizioni ed alla Sua Misericordia. Possa Egli essere il loro Guardiano fino a quando il loro viaggio non volga al termine. O Allah! O Sublime dispensatore di generosità, Sempre Misericordioso e Risolutore, esaudisci le nostre preghiere e concedici una Vittoria adamantina sui nostri avversari, perché Tu solo hai la forza e il potere assoluti. Aameen! Aameen!!»

 

  • Parliamo ora del prossimo Jalsa Salana in Italia. Cosa c’è in programma per i tre giorni della sua durata?

Il programma del Jalsa Salana è abbastanza simile a quello dell’anno scorso. Il tema del nostro convegno di quest’anno è la fede nei profeti. Il Corano c’insegna a non fare differenza alcuna tra i profeti. Tra i relatori ci sarà anche il Risp.le Laiq Ahmed Atif, l’Imam e Presidente della Comunità Ahmadiyya di Malta che parlerà del carattere del Profeta Abramo(che abbiamo in comune con i nostri fratelli ebrei e cristiani). Abbiamo anche dedicato uno spazio per rispondere alle domande, sull’Islam, dei nostri ospiti e per presentare, ai nostri membri, la questione della loro integrazione in Italia.

 

  • Quante persone vi aspettate vengano? A chi avete esteso l’invito?

Invitati sono soprattutto tutti gli ahmadi in Italia, oltre naturalmente a chiunque abbia interesse a partecipare. È sufficiente registrarsi scrivendo una mail a contatti@alislam.it . Stando ad una nostra stima approssimativa, ci aspettiamo circa 300-400 ospiti. Ogni ospite avrà garantiti i tre pasti principali. L’ospitalità è  valore  fondamentale nell’Islam.

 

  • Quali regole deve rispettare chi volesse venire, anche solo un giorno, al Jalsa Salana?

È sufficiente essere aperti al sacro. Naturalmente è necessario rispettare la sacralità del luogo (lo spazio di convegno è anche spazio di preghiera) e dell’evento . Il nostro fondatore ci ha proposto il seguente “approccio”:

 

«It is essential for all those who can afford to undertake the journey, that they must come to attend this Convention which embodies many blessed objectives. They should disregard minor inconveniences in the cause of Allah and His prophet (peace be upon him.). Allah yields reward to the sincere persons at every step of their way, and no labour and hardship, undertaken in His way, ever goes to waste. I re-emphasize that you must not rank this convention in the same league as other, ordinary, human assemblies. This is a phenomenon that is based purely on the Divine Help, for propagation of Islam».
(Ishtihar 7 Dec. 1892, Majmoo`ah Ishtiharat Vol. I, Page 341)

 

«È essenziale che tutti coloro che siano in grado di farlo, partecipino a questo incontro che ha molti obiettivi benedetti. Dovrebbero ignorare, per amore di Allah e del Suo Profeta Muhammad (la pace sia su di lui), i piccoli ed inevitabili inconvenienti che dovessero incontrare. Allah ricompensa le persone sincere ad ogni passo che compiono lungo il cammino e nessuna fatica, incontrata sulla Sua via, andrà mai sprecata. Non mi stanco di sottolineare che questo incontro non deve essere considerato alla stregua di altri, di minore importanza. Esso si basa puramente sul supporto divino per la propagazione dell’Islam».

 

  • Quanto pensi sia importante l’appartenenza religiosa per qualcuno che voglia partecipare al Jalsa Salana? Essere o non essere musulmani quanto può essere discriminante?

Non chiediamo alcuna, specifica, appartenenza religiosa, è solo importante  comportarsi in maniera conforme allo spirito dell’evento. Per noi è della massima importanza che i nostri ospiti, siano essi induisti, buddisti, cristiani, ecc. si sentano a casa propria. Estendo ancora l’invito a chiunque sia  interessato ad un’esperienza spirituale islamica. Si registri senza esitazione e che sia il benvenuto!

 

Manuel Olivares

www.viverealtrimenti.com