Monastero Buddhista Santacittarama

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Il Monastero Santacittarama (il “Giardino del cuore sereno”) si trova in Sabina, una bioregione laziale famosa per la qualità del suo olio d’oliva. È di tradizione buddista theravada, del buddismo più antico (il termine pali theravada significa difatti “insegnamento degli anziani”), oggi particolarmente radicata in Sri Lanka e nel sud-est asiatico. Ricordo nel novembre 2005, all’aereoporto Leonardo da Vinci, incontrai l’abate di questo piccolo monastero. Era senz’altro facilmente riconoscibile per la veste color zafferano ed i piedi nudi, a proprio agio nei sandali. Io avevo come destinazione Delhi, da dove avrei poi raggiunto Varanasi, lui -Ajahn Chanda Palo- volava su Bangkok e, di lì, avrebbe raggiunto uno dei monasteri del suo lignaggio, il Lignaggio della Foresta Tailandese. Dopo che lo riconobbi (l’avevo visto una volta di sfuggita in una prima visita al Santacittarama) esitai a disturbarlo, poi mi decisi.
Mi avvicinai: lei è l’abate del Santacittarama, vero?
“Sì”, mi rispose e mi invitò subito ad accomodarmi.
Io avevo realmente paura di invadere la sua privacy ma lui mi tranquillizzò e passammo insieme una o due ore, discutendo piacevolmente.
Io non stavo molto bene ed ero un po’ nervoso per il viaggio che dovevo affrontare e l’impatto che avrei avuto con l’India, da cui mancavo da circa 8 anni. Ricordo che l’incontro con Ajahn Chanda Palo fu determinante per ritrovare calma e serenità. Partii dunque riconciliato e di questo gli sono grato ancora oggi.
Siamo stati entrambi in viaggio per circa sei mesi.
Di ritorno in Italia sono presto andato al Santacittarama ed è stato un piacere incontrare nuovamente Ajahn Chanda Palo, a passeggio in un bosco vicino al monastero con un cane un po’ irrequieto.
Le mie visite al Santacittarama si sono dunque intensificate ed oggi questo monastero resta per me un posto insostituibile per andarmi a “ritrovare”.
Il posto è aperto a chiunque abbia voglia di fare una visita.
Si può anche rimanere a dormire ma non è consigliato, per chi è alla prima esperienza, trattenersi più di 5 giorni. L’atmosfera è placidamente comunitaria, pur in presenza di alcune regole che viene del tutto spontaneo rispettare. I monaci theravada sono fortemente vincolati, dalla loro regola, alla società laica.
Essi difatti sono mendicanti, non possono maneggiare soldi, coltivare la terra, cucinare e devono anche astenersi dal toccare il cibo che non venga dato loro, liberamente, in offerta. Di conseguenza al Santacittarama c’è sempre un certo, pur discreto, movimento.
Ci sono alcuni laici che si preoccupano, quotidianamente, degli aspetti pratici e materiali della vita del monastero e dunque cucinano, offrono il cibo ai monaci e poi rassettano ed altri che vanno in visita, portano degli alimenti in offerta e si adoperano nei diversi mestieri domestici ed in giardino.
Si ha modo di conoscere persone interessanti e addirittura di divertirsi (suona strano in un monastero) perché Ajahn Chanda Palo ed anche altri monaci hanno raggiunto un tale distacco dalle beghe quotidiane da sviluppare uno splendido senso dell’umorismo.
Non va infine sottovalutato che visitare il Santacittarama può “aprire le porte” a visite ben più impegnative, ad esempio a monasteri dello stesso lignaggio immersi nelle foreste tailandesi.

Monastero Santacittarama,
Frasso Sabino 02030 (RT)
Tel 0765.872186
Fax 06.233238629
Email sangha@santacittarama.org
Sito internet www.santacittarama.org