Recensione di Barboni sì ma in casa propria.

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Recensione di Barboni sì ma in casa propria.

Dalla nostra collaboratrice, Cecilia Giraudo, una bella recensione per il nostro testo Barboni sì ma in casa propria. Buona lettura!

Pubblicato nel 2011 dalla casa editrice Viverealtrimenti, fondata dallo stesso autore, Barboni sì ma in casa propria è una raccolta di brevi scritti, racconti e poesie tutti autobiografici, scritti da Manuel Olivares nell’arco di circa vent’anni. I testi in questione toccano le tematiche più disparate, perché sono stati scritti durante le sue continue e numerose peregrinazioni tra l’Europa e la sua patria adottiva, l’Asia: l’autore alterna, perciò, parti dedicate agli anni universitari a Trento, parti in cui descrive la sua vita romana e parti in cui narra, invece, del periodo indiano.
Riportando in questa raccolta i più svariati riferimenti a fatti, persone, luoghi, avventure che ha avuto la fortuna di vivere, Manuel Olivares ha deciso di condividere con tutti coloro che hanno voglia di sfogliare questo libro, parte della sua stessa esistenza, delle sue emozioni, dei suoi pensieri. Si avvertono, tra le righe, l’amore dell’autore per il viaggio, per l’avventura, lo stupore e il piacere di scoprire continuamente cose nuove, la sua voglia di amare e il suo amore per ciò che vive e che fa: ciò che ci regala questo libro è, in effetti, la vita stessa. Piccoli rumori e grandi emozioni sono rappresentati sulla sua pagina scritta esattamente allo stesso modo e con la stessa intensità.
Egli ha deciso, insomma, di trasformare tutto ciò che fino a quel momento era qualcosa di esclusivamente suo in qualcosa da spartire, invece, con i lettori: è il racconto della sua crescita, della sua voglia di cercare dentro di sé, del suo tentativo di andare a fondo di ciascuna esperienza che vive, del suo voler maturare davvero, e si sposa ottimamente con la scrittura diaristica che ha deciso di mettere in campo per questo romanzo.
Probabilmente perché ci si trova immediatamente di fronte a testi di lunghezze e struttura differenti – di cui molti, per altro, senza titolo – l’approccio al libro non è stato per me così facile, ma procedendo nella lettura mi sono accorta di essere poi riuscita a farlo sempre più mio, tanto da soffermarmi spesso su parole, modi di dire o intere frasi che in qualche modo alla fine riconoscevo come appartenenti alla mia stessa persona e che spesso e volentieri mi sono appuntata per poterci poi tornare su in seguito.
Ciò che conta principalmente, secondo me, è il fatto che si tratta di un libro unico per struttura e contenuti: un libro che corre su binari tutti suoi e che nonostante ciò, o forse proprio per questo motivo, riesce ad attirare il lettore in maniera sconvolgente.