Un breve tour italiano per viverealtrimenti. Tappe successive

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Un breve tour italiano per viverealtrimenti. Tappe successive

La partenza da Asti, il 18 aprile, è stata un po’ convulsa. La tappa astigiana è stata, difatti, coinvolgente e, come spesso accade in situazioni del genere, diventa difficile rispettare gli orari dei treni o dei voli. Ci si trova facilmente nella circostanza di avere ancora molte cose da dire, da condividere ma bisogna forzarsi ad andare.

Dunque intorno alle 9 di mattina ho raggiunto Torino Porta Nuova, ho lasciato il bagaglio nell’ufficio preposto e, apprezzando la moderna metropolitana della città, sono partito alla volta di via Bardonecchia e del capannone del nostro attuale distributore: Book Service.

Ho conosciuto finalmente di persona i titolari: Marco Ingannamorte e la moglie Rosi. Il Signor Marco lavora come distributore da circa 40 anni ed esprime tutta la solidità di chi ha maturato una lunga, lunga esperienza sul campo. È fiero del suo magazzino, tenuto con ordine ed efficienza da diverse persone dello staff. La conoscenza reciproca credo sia stata soddisfacente per entrambi e speriamo contribuisca a rendere il rapporto professionale progressivamente più fruttuoso.

maxresdefaultPoco prima delle 11.00 sono dovuto scappare per non tardare all’appuntamento con il Professor Enrico Galoppini, docente di arabo all’Università Popolare di Torino. Ci siamo incontrati alle 11.30 poco distante dalla stazione di Torino Porta Susa ed abbiamo speso un’ora circa insieme in un bar fascinosamente un po’ rétro.

Abbiamo discusso con grande passione, gli ho parlato di un nostro prossimo progetto editoriale, lui non ha mancato di darmi cruciali informazioni e consigli e ― ancora una volta con difficoltà ― ci siamo salutati in prossimità della fermata Diciotto Dicembre della metropolitana torinese. Di nuovo, gli orari del prossimo treno da prendere sono stati tiranni.

Foto-AtaulAlle 13.20 dovevo difatti partire per Bologna e, di lì, raggiungere la vicina San Pietro in Casale dove mi avrebbe accolto Ataul Wasih Tariq, Imam della Comunità Islamica Ahmadiyya Italia.

La buona collaborazione tra Viverealtrimenti e la Comunità è oramai abbastanza nota a chi ci segue. Segnaliamo nuovamente un nostro articolo introduttivo a questa interessante realtà religiosa, senza stancarci di sottolineare che parliamo di “un volto rigorosamente non violento dell’Islam”. Naturalmente non è l’unico ― nel momento in cui riteniamo che le espressioni violente rappresentino degenerazioni fragorose ma molto minoritarie in ambito islamico ― ma è quello che, al momento, conosciamo meglio e con cui si è instaurato un buon rapporto di amicizia.

Sono stato due notti a San Pietro in Casale ed abbiamo finalmente avuto modo, con l’Imam Tariq, di delineare meglio i nostri ambiti di collaborazione. L’ospitalità è stata, al solito, magnifica e colgo qui l’occasione per ringraziare i ragazzi pakistani dello staff, Riaz e Naveed, per l’assistenza premurosa di cui ci hanno fatto oggetto.

Il momento, del resto, non era dei più tranquilli perché il 22 aprile avrebbe avuto inizio l’incontro annuale della Comunità italiana: il Jalsa Salana, di cui parleremo nel prossimo post.

Iniziavano difatti ad arrivare i primi convenuti dall’Inghilterra, con cui abbiamo avuto piacevoli conversazioni post-prandiali e scambi vicendevoli di spunti di riflessione.

Anche lasciare S. Pietro in Casale, il 20 aprile, non è stato facile. Anzi, è stata forse la volta, nell’ambito di questo breve tour italiano, in cui ho davvero rischiato di perdere il treno se non fosse stato per la pacata ma decisa ai limiti dell’imprudenza guida dell’Imam Tariq che mi ha consentito di giungere senza imprevisti a Cesena, dove avrei incontrato la nostra autrice Tiziana Ciancone…ma di questo parleremo in un prossimo aggiornamento.

 

Manuel Olivares