Uno sguardo d’insieme sui templari moderni

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L’amico Matteo De Fazio è un appassionato di templarismo. Ha deciso, a suo tempo, di condividere questa sua passione sul web, curando il blog mistero-templari.blogspot.com, oggi dismesso.
Di seguito ospito una sua sintesi sul templarismo moderno che offre, nel contempo, alcuni interessanti flash storici.

La questione della prosecuzione del Tempio dopo la sua soppressione avvenuta in un susseguirsi sempre più tragico di eventi dal 1307 al 1314 ( quando il Gran Maestro Jaques de Molay fu arso vivo su di un’ isoletta della Senna ) è cosa alquanto complessa e difficilmente risolvibile poichè una gran quantità di leggende si è sommata ai dati storici. Per questa ed altre ragioni mantenere la retta direzione di marcia richiede pazienza, lucidità ed il coraggio di avventurarsi in ipotesi e teorie che, certamente, non mancano di turbare la sensibilità di molte persone alcune delle quali, vedendosi nell’ oggettiva impossibilità di proseguire la ricerca senza porsi di fronte ad una serie di profondi dubbi, finiscono per abbandonarla.
Altre ne vengono, invece, a tal punto catturate da non poter fare a meno di tentare di emulare gli antichi Cavalieri Templari adottandone i costumi, i motti ed i valori.
Una terza via, poi, è quella di coloro che, senza aderire al templarismo moderno e senza deprecarlo desiderano conoscere la verità sulle vicende successive a quel funesto venerdì 13 ottobre 1307 che avrebbe finito per rendere immortali i templari anzichè distruggerli. In effetti, i Templari, putroppo fuor di metafora, sono risorti dalle loro stesse ceneri come la Fenice e per vie che possono sembrare non meno incredibili del fenomeno stesso della nascita di un ordine monastico che della guerra faceva il proprio strumento di salvezza e purificazione spirituale.
Si potrebbe dire che tanto rapida e prodigiosa fu la fortuna dei Templari quanto terribile e fatale la loro improvvisa caduta in disgrazia. Eppure, se ciò non fosse accaduto, quest’ Ordine di monaci-cavalieri, che tanto appropriati ed indispensabili parvero essere in tempo di crociate, sarebbe scomparso senza lasciare traccia o avrebbe trovato posto in poche righe sui libri di storia come un fenomeno militare superato avendo perduto la sua originale ragion d’ essere: la crociata stessa.
Jaques de Molay e gli altri dignitari, infatti, non solo lo compresero ma lottarono per la sopravvivenza cercando in tutta l’Europa di rinfocolare lo spirito crociato dei sovrani, onde restituire al Tempio una ragione di vita che ne giustificasse l’ esistenza verso i regnanti stessi ed il Pontefice romano.
E’ infatti interessante osservare come in pochi anni il destino del Tempio si compia.
Persa Tortosa, persa San Giovanni d’ Acri, cacciati in mare dalle soverchianti forze musulmane, i Templari diventano inutili agli occhi di tutti ed invisi poichè abbandonati da Dio.
Investiti del santo compito di difendere la Terrasanta, essi la persero, nonostante tutti i loro sforzi, ad indicare che la benedizione divina non era più su di loro.
Dunque sconfitti e abbandonati da Dio, il quale non abbandona chi ama ma solo chi non merita più il Suo sostegno, i frati guerrieri videro il loro status decadere in maniera vertiginosa.
Pur diventando banchieri ricchissimi, alla guida delle sorti economiche della corona di Francia, agli occhi della gente erano una mediocre casta intoccabile che tiranneggiava i re ed aveva voltato le spalle a Dio mostrandosi orgogliosi, prepotenti ed avari.
Eppure non ovunque sarà tale la loro sorte. Vi saranno Paesi che li proteggeranno e che cercheranno di riabilitarli, preservandone i beni, ove possibile.
Dunque vi è traccia sicura di una loro sopravvivenza ma che un ente sopravviva importa poco se non tramanda più il suo essere, la sua essenza. Ecco che, allora, la ricerca diviene il tentativo di capire due cose fondamentali: esiste oggi qualcuno che possa legittimamente vantare un diretta discendenza dall’ Ordine? Hanno costoro conservato e tramandato le tradizioni e le conoscenze originarie o sono solo una copia esteriore di ciò che un tempo ebbe reale sostanza?
Quanto, dunque, di vero c’è nelle leggende sui Templari? Quanto di quel risvegliarsi dello spirito cavalleresco nei secoli successivi fu fedele all’origine e come vederlo al giorno d’oggi? Con quali occhi?
Certamente, tracce significative della sopravvivenza dell’ Ordine del Tempio si trovano in varie parti d’ Europa e pare che riscontri esistano persino in America. Vicenda, questa, che riguardò personaggi del calibro di Cristoforo Colombo o James Cook.
Ugualmente i Templari furono ispiratori inconsapevoli della folle visione del soldato di Adolf Hitler e tanto hanno anche contribuito nel futuro della massoneria scozzese e nelle sue correnti settecentesche della Stretta Osservanza Templare.
Ecco che in questo modo si può certamente dire che il fenomeno del templarismo, ossia di quella secolare, ormai, emulazione dei Cavalieri Templari, sia giustificabile nella misura in cui si rifaccia al puro spirito dei primordi quando essere “Poveri Cavalieri di Cristo” significava veramente porsi al servizio della cristianità a costo della vita professando ed esercitando le migliori virtù cristiane.
Quando Hugues de Payns ( personaggio sì storico ma ormai reso quasi mitologico per via delle sue misteriose origini ed il legame di parentela con i St. Clair che secoli dopo avrebbero fatto edificare la celebre cappella di Rosslyn ) insieme ad altri otto cavalieri fondò l’ Ordine, rinunciò a titoli e possedimenti come qualunque altro monaco. Così i primi Templari si resero poveri e votati al sacrificio della vita in nome di Dio e della Chiesa di Roma. Le successive rapide fortune, però, unite alla segretezza dei loro rituali iniziatici, calarono su di essi un alone di mistero che, se da un lato li rese tanto interessanti ed elitari ad un tempo, dall’ altro li fece oggetto di sospetti e diffidenza.
Altrettanto sicuro è, poi, il fatto che essi gestirono le reliquie della Terrasanta e che quindi le voci relative a loro pratiche segrete legate alla Sindone, al mostruoso Bafometto, al Santo Graal ( qualunque cosa sia ) possono avere un fondo di verità.
Allo stesso modo non si può dire che le incredibili confessione estorte ai monaci con inaudite e prolungate torture non abbiano alimentato un mito che già stava nascendo o era pronto, in nuce, a nascere.
Ma se nulla c’era di vero nelle accuse, perchè furono rapidamente fatti sparire tutti i documenti dell’archivio generale?
Come mai le commende, durante la grande retata, furono trovate quasi vuote di qualunque valore?
E le navi che scomparvero all’ improvviso?
Ma perchè gli alti dignitari dell’Ordine non si misero al sicuro se nell’ aria già si poteva respirare il fetore del tradimento?
Chi salvaguardò le conoscenze segrete ed esoteriche del Tempio dopo la soppressione?
Cosa sapevano i poveri cavalieri? Cosa avevano in custodia e dove?
A tutte queste domande gli studiosi seri cercano di rispondere cercando di evitare le mere speculazioni, le interpretazioni forzate dei documenti o delle semplici tracce.
L’odierno quadro generale vede una forte litigiosità tra le organizzazioni neotemplari e una difficile possibile unificazione. Come mai? Una risposta rapida potrebbe essere la seguente: non hanno più un ente quale la Chiesa che legittimi l’esistenza di un Ordine Templare. In assenza, così, di una forza unificatrice, le associazioni che sono nate negli ultimi secoli si sono frammentate sino a combattersi nella guerra della legittima discendenza.
Altre organizzazioni si muovono come correnti di stampo massonico mentre molte, invece, ci tengono a tenere le distanze dalla Libera Muratoria.
Ve ne sono poi un certo numero che dichiara di ispirarsi ai valori templari senza pretendere alcuna linea diretta con l’ Ordine antico.
Ci fu persino la vicenda del Dottor Fabre-Palaprat che rinnegò la Chiesa Cattolica e fondò una sua chiesa.
Se poi fosse vero che i primi Cavalieri veramente, scavando nei sotterranei dell’antico tempio di Salomone, avessero rinvenuto reperti eccezionali in grado di stravolgere il Cristianesimo, tali reperti che fine fecero?
Vi è chi sostiene che qualcosa di assolutamente cruciale si trovi proprio in Scozia, nascosta da qualche parte nelle proprietà dei St. Clair. Altri sospettano della chiesa londinese di Temple Church, così simile al tempio di Salomone nella progettazione delle strutture.
Insomma, la storia dei monaci templari prosegue ed il motto è sempre quello: Non nobis, Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam!