Sognare e realizzare una comunità in Thailandia

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Gaarawé è un progetto di comunità ecologica, in un angolo di Thailandia. Ce ne siamo occupati in più di un’occasione (qui un nostro precedente post) ed ora ci è stato proposto di pubblicare un’intervista al fondatore: Emanuele Cerri. Lasciamo che si racconti lui, senza essere prolissi nell’introdurlo.

Buona lettura!

 

Per prima cosa … cos’è Gaarawé?

Una Comunità, aperta in un luogo ricco di risorse, che possa diventare di ispirazione per l’umanità”

La realizzazione dell’eco-villaggio è autofinanziata e basata sull’economia dell’auto-sufficienza proiettata per distribuire benessere comunitario e indipendenza economica individuale.
Ci serve il tuo aiuto. Se non ora, quando???
Gaarawé è un albero ed un fiore, la seduzione che emana è l’invito che rivolgiamo agli ospiti e il benvenuto nel nostro nuovo mondo tutto da inventare. Il fiore per una rivolozione profumata. Cresce su un albero rampicante, solo la sera puoi goderti l’intero e profondo profumo che ha. La leggenda dice che può mandare le persone in estasi!

Penso che il fiore sia come l’eco-villaggio che stiamo costruendo qui: ha bisogno di pazienza, tempo e perseveranza per apprezzarlo e poi ti porta in un paradiso da sogno!

Un progetto comunitario autosostenibile basato sulla “permacultura, stiamo cercando di vivere una vita in totale simbiosi con Madre Natura. La zona di Khao Sok aveva tutte le risorse necessarie per rendere possibile questa vita.

Il mio sogno più folle qui sarebbe quello di ispirare gli altri a rispettare e proteggere la natura, in particolare i bambini che sono il futuro.
I bambini che cresceranno qui sarannoi giudici del nostro futuro.

 

E qual è il tuo ruolo in questo progetto?

Fare la rivoluzione ogni giorno. Di fatto sono quello che ha sognato tutto e mantiene il filo conduttore tra tutti i volontari.

 

Ma sei italiano, come riesci a realizzare questo progetto in Tailandia?

Ho lavorato nei migliori luoghi del mondo come operatore turistico, osservando il degrado del intero sistema ho cercato di rifarmi una nuova verginità, ricominciando dal cibo ecologico.
Smesso col capitalismo sono voluto tornare a delle origini perdute. Isolato e scollegato, ho vissuto nei templi, in antichi villaggi e ho incontrato molti Maestri lungo il cammino. Durante quel viaggio di 3 anni nelle foreste che l’idea di organizzare una comunità autosostenibile ha iniziato a prendere forma, nello stesso momento in cui ho imparato sempre di più sulla permacultura e sui progetti del Re. Questo viaggio mi ha portato a Khao Sok nel 2013, ed è qui che è iniziato tutto, il posto che ho trovato per creare quello che volevo. Con l’aiuto di amici, investitori e volontari è diventato possibile.

 

Cosa volevi creare?

Il mio più grande desiderio era quello di costruire un luogo in cui il significato della vita si basa sull’empatia e sulla simbiosi tra uomo e natura, completamente indipendente dal sistema: un villaggio basato sull’economia della sufficienza in termini di cibo, energia e acqua. Spingendo oltre il sogno, volevo far parte di una rete di villaggi, tutti in sinergia e armonia. Sembrava folle, ma in realtà alcuni proprietari locali sono interessati ed entusiasti. Ho ricevuto proposte per creare collegamenti. Per il momento, mi sto concentrando sul villaggio Gaarawé, per fare qualcosa di veramente funzionale come centro nevralgico e di ricerca.

 

Quindi quanto sei vicino a questo ideale?

Se dicessi che saremmo vicini, mentirei. Ma abbiamo iniziato con una terra che non è stata coltivata per anni. Abbiamo preparato la strada, le linee elettriche e l’approvvigionamento idrico. Abbiamo 8 capanne, un’area comune con cucina e diversi giardini e alberi da frutto. Mangiamo ogni giorno ciò che esce dal giardino ed è così soddisfacente! L’obbiettivo è ottenere l’autosufficienza al 100% è molto ambizioso e può essere raggiunto solo con una vera rete di comunità che lavora insieme. e sono quindi molto felice di averlo quasi ottenuto con il cibo dell’orto e la frutta. Abbiamo alcuni problemi nella gestione di nuove costruzioni a causa di un’economia ancora fragile. Dipendiamo molto dai contributi dei volontari perché non possiamo ancora vendere nulla. Ma mantengo fede e in realtà sto costruendo il  villaggio soprattutto per le generazioni future e sono consapevole che creare un nuovo ecosistema richiede tempo.

 

Quindi quali progetti o obiettivi hai per Gaarawé nei prossimi mesi, tra un anno e nel lungo periodo per avvicinarti al tuo obiettivo?

Appena finita di costruire la nuova cucina adatta per gestione catering in previsione di organizzare eventi, congressi, ospitare scuole, manifestazioni che abbiamo in programma.

La vecchia cucina; in questa area nasceranno delle abitazioni in argilla naturale (Addobe house o Ban Din). Al momento adibita a dormitorio per ospitare tanti viaggiatori e pellegrini.

Vicino alla nuova cucina verrà costruita una reception / caffetteria che rappresenta il centro nevralgico del villaggio. Quando sarà funzionale, saremo in grado di offrire più servizi: corsi di permacultura, lezioni di meditazione e yoga, massaggio tailandese. Vogliamo produrre e vendere oli essenziali, prodotti per l’igiene e la cosmesi, spugne naturali,  marmellate, la produzione di questi si basa su ricerche già fatte, la banca dei semi è un obbiettivo personale. Ma ciò che ora è più necessario sono le persone a partecipare con il loro tempo, dedizione, conoscenza, amore e un pò di denaro per completare questo progetto.

Non dimentico il mio sogno iniziale di creare una rete con agricoltori e proprietari terrieri locali. A lungo termine, questo è ciò che verrà. Abbiamo già opportunità per creare progetti in federazione: un’Isola magica che aspetta un finanziatore con delle idee e del mestiere, un centro di meditazione nella foresta,  un resort per congressi, ritiri ed eventi e altro, chi vuole gestire in autonomia uno dei nuovi progetti mi contatti direttamente

 

E di cosa hai bisogno per raggiungere tutto ciò?

Servono persone che credono in Gaarawé come un nuovo stile di vita anche con impegni parziali. Permacultori, costruttori, falegnami, idraulici, elettricisti, artigiani, artisti … Diamo il benvenuto ad amici, partner, volontari che sono interessati a partecipare attivamente e a lungo termine nel villaggio. Chiunque abbia fiducia e voglia aiutare il  villaggio è il benvenuto, per soggiorni grandi o brevi o per fare parte di questo nostro nuovo popolo.

 

Hai menzionato la “permacultura” come concetto chiave per il tuo progetto comunitario. Puoi spiegarmi, in poche parole, cos’è la permacultura?

“Cultura Permanente”
Per me rappresenta una rivoluzione culturale. Un cambiamento necessario e implica un nuovo modo di guardare al futuro. Se dovessi scegliere un concetto per identificarlo, sceglierei “economia sostenibile e autosufficiente”. Ma dovrei anche aggiungere principi etici, partecipazione, uno scopo comune … quindi finisce per implicare una sorta di piccola organizzazione Civile. Laddove la politica tradizionale non è riuscita a gestire gli stati, la permacultura porta innovazione per iniziare a governare il pianeta meglio da piccolo a grande.

 

Puoi darci alcuni esempi di pratiche di permacultura che hai implementato a Gaarawé?

Un buon esempio riguarda il bambù: coltiviamo tre esemplari di bambù in via di estinzione a Gaarawé. Il Bambù si può mangiare, costruire tutor per i rampicanti, costruire capanne e ancora usare gli avanzi per accendere piccoli fuochi per eliminare le zanzare o nutrire il nostro compost e persino vendere i bulbi. Il bambù è l’esempio ideale di permacultura perché include l’agricoltura biologica, l’architettura sostenibile, la produzione di alimenti propri, la generazione di reddito e / o il commercio con una rete locale, al villaggio abbiamo sette specie di bambù due della quali straordinarie in via di estinzione, stiamo riproducendo bulbi. Ma potrei anche parlare delle erbe che coltiviamo nei giardini o delle noci di cocco che vengono utilizzate per fertilizzanti, per il fuoco, per proteggere le piante … questo angolo di paradiso e il suo terreno offrono le migliori condizioni di vita col territorio.

 

Come volontario cosa guadagnerò lavorando con Gaarawé?

Tutti i gli  interessati a partecipare attivamente al nostro villaggio sono invitati a rimanere in questa oasi naturale per tutto il tempo che desiderano, mentre si godono cibi biologici e deliziosi e apprendono le pratiche di permacultura. Il volontariato è, in un certo senso, una prima esperienza, e quindi chiunque può decidere di rimanere come residente.

 

E come investitore, cosa guadagnerò investendo in Gaarawé?

Il terreno e la sua posizione strategica hanno un grande potenziale. Il turismo sta crescendo rapidamente nell’area e abbiamo già alcune infrastrutture di base. Quindi siamo molto vicini per essere in grado di offrire alloggi, ecoturismo e servizi educativi con la produzione di determinati prodotti e venderli ai clienti locali. Ho un piano aziendale ben studiato. Ma non sto cercando stranieri interessati a fare soldi facili. Voglio che i partner facciano parte della comunità come membri, costruiscano le proprie case, portino idee, condividano la nostra vita quotidiana e anche realizzino profitti per vivere un economia che dia inipendenza e dignità individuale e con progetti comuni.

 

Emanuele Cerri

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